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Pensare al modo degli umani di stare sulla terra

Da sette anni Cersaie, accanto al Trade, offre un occasione per riflettere sull’architettura contemporanea insieme ai suoi protagonisti

di Maria Teresa Rubbiani

Sette anni di costruire, abitare, pensare a Cersaie, sette anni di conferenze, dibattiti e seminari, per un totale che sfiora i cento complessivamente, e oltre 280 relatori.
Il programma culturale di Cersaie nasce nel 2009, un anno dopo l’esplosione della crisi economica che ha colpito numerosi paesi tra cui anche l’Italia. Nasce nel 2009 perché pochi mesi dopo quel settembre del 2008 in cui l’episodio tutto americano  dell’esplosione della bolla dei subprime (2007) iniziò a manifestare i suoi effetti anche in Europa, divenne evidente che stavolta non si trattava di una delle solite crisi economiche che periodicamente colpiscono l’economia occidentale (quasi fisiologicamente avvezza ad avere dei cicli con dei bassi per poi risalire di nuove sempre più in alto). Divenne chiaro allora a tutti che tutto era cambiato, irreversibilmente e che era necessario ripensare le cose, dalla base.
Così una delle più importanti fiere a livello internazionale solidamente fondata sul trade, aprì uno spazio alla riflessione sul mondo contemporaneo attraverso la creazione di un programma culturale, il cui titolo, non a caso, si rifà al titolo di un noto saggio del filosofo Martin Heidegger : costruire, abitare, pensare. Accanto all’azione umana del costruire, accanto allo svolgersi della vita degli umani sulla terra : l’abitare, ecco che appare il ‘pensare’.

ToyoIto

E’ accaduto quindi che in sette anni a Cersaie siano stati ospitati architetti di fama internazionale, tra i quali diversi premi Pritzker, designer, ma anche ingegneri, storici, sociologi, giornalisti, storici dell’architettura, futurologi, musicisti, artisti, antropologi, scrittori e financo psicanalisti. Tutti invitati di volta in volta, di anno in anno, a riflettere sull’uomo e sui luoghi da lui abitati, sulle città e sul modo di ognuno di intendere, come diceva Heidegger, ‘il modo degli umani di stare sulla terra’.
Potremmo elencare di seguito i nomi dei relatori che in sette anni sono passati da Cersaie, ma le poco più mille battute rimanenti non basterebbero.

RenzoPiano
Basti allora sapere che in questi anni sono state illustrate le grandi architetture dalla voce stessa di chi le ha progettate come i premi Pritzker Renzo Piano, Kazuyo Sejima, Shigeru Ban, Eduardo Souto de Moura, Rafael Moneo, Toyo Ito e Glenn Murcutt; i grandi progetti, non solo per le dimensioni, ma anche per la loro valenza simbolica come la ricostruzione di Ground Zero; la progettualità degli architetti dei paesi emergenti come Bijoy Jain; i progetti mai realizzati come quello di Expo 2015 pensato e realizzato da Stefano Boeri o quello concluso e pluricitato del ‘Bosco verticale; le lezioni alla rovescia rivolte agli studenti di grandi designer italiani come Enzo Mari e Alessandro Mendini; la progettazione degli edifici per la musica con la presenza dell’ingegnere del suono Higini Arau; il design contemporaneo di Patricia Urquiola e Ito Morabito; il progetto nel sociale di Paolo Portoghesi; il social housing con MVRDV e Cino Zucchi; l’architettura e la narrazione con Giuseppe Culicchia, Marcello Fois ma anche con Cini Boeri e Bruce Sterling; Francisco Mangado e Matthias Sauerbruch con il loro diverso modo di usare la ceramica e pensare l’architettura.

EnzoMari
E’ certo che il programma 2016 non potrà essere da meno e in attesa di conoscerlo perché non fare un giro su www.cersaie.it dove si trovano i video di tutte le conferenze passate?

MicheleDeLucchi