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Al via la ripresa, selettiva e di qualità

Dei quasi 20 miliardi di euro di investimenti veicolati nel 2014, 3/4 hanno riguardato il recupero edilizio e 1/4 la riqualificazione energetica

di Simona Storchi

In un momento di crisi dell’edilizia – gli investimenti in nuove costruzioni residenziali sono passati da 40,6 miliardi del 2006 a 19,8 miliardi del 2013 a livello nazionale – in cui è finita la fase dove l’offerta ha guidato la domanda e l’enfasi era incentrata sulla produzione, se ne è aperta una nuova in cui è la domanda a guidare l’offerta e che sarà incentrata sul soddisfacimento dei fabbisogni, a partire dalle ristrutturazioni e dalla valorizzazione degli immobili attraverso le nuove tecnologie e per la riqualificazione energetica (entro il 2020 l’Italia deve contribuire all’obiettivo di riduzione del 20% del consumo energetico dell’UE, attenendosi a target nazionali vincolanti).
Saie Smart House specializzerà l’offerta espositiva nei comparti della progettistica, dei software, delle macchine da cantiere casa, nelle innovazioni per intervenire nel recupero del patrimonio esistente e per realizzare costruzioni sicure, intelligenti e sostenibili.
La prima edizione bolognese di SIE – il Salone dell’Innovazione Impiantistica per gli Edifici, organizzato da Senaf/Tecniche Nuove, sarà invece dedicato a tutte le filiere produttive dell’impiantistica civile: termoidraulica, della climatizzazione, delle energie rinnovabili e della domotica. Le due manifestazioni insieme presenteranno dunque l’approccio nuovo necessario a progettare e realizzare l’integrazione di un “sistema edificio-impianto”.

PresentazioneSAIE_Smart_House

La riqualificazione dell’esistente è l’opportunità per le imprese per uscire dalla crisi del settore. Le stime di compravendite di immobili, infatti, dovrebbero salire nel 2015 a quota 470.324 (+16,7% rispetto al 2013) e superare le 517.200 nel 2017. “Alla luce di questi nuovi scenari, il mercato immobiliare ed edilizio non sarà più lo stesso – commenta Luca Dondi, direttore generale di Nomisma -. Il mercato sarà infatti caratterizzato da un approccio selettivo, con interventi mirati e soprattutto di qualità, che non si limiterà alla progettazione di un edificio ad alte prestazioni energetiche e di comfort, ma anche alla rigenerazione del contesto che lo ospita, il quale dovrà essere sempre più connesso e ricco di servizi.”
Accanto agli investimenti in nuove costruzioni (i permessi per costruire in nuovi fabbricati residenziali sono passati da 278,6 mila del 2005 a 53,4 mila del 2013 e nel 2014 si sono ulteriormente ridotti), i tanti comparti e le filiere di una moderna edilizia sono sempre più chiamati ad operazioni di manutenzione straordinaria e riqualificazione energetica, resi necessari da un patrimonio immobiliare energivoro e obsoleto: solo il 15% circa degli immobili rientra nelle classi energetiche più efficienti (A, B e C) e ben l’83,6% ha più di vent’anni. Nel nostro Paese, infatti, il 55,4% delle unità abitative è stato costruito prima del 1971 e richiede una seria strategia di intervento, mentre oltre un quarto (28,2%), risalente al ventennio tra il 1972 e il 1991, necessita di investimenti in efficientamento.

Riqualificazione_Edifici
“Che il mercato della riqualificazione sia diventato il mercato principale – prosegue Dondi – risulta evidente già dai dati degli ultimi anni. Quando le nuove realizzazioni crollavano, il mercato del recupero restituiva segnali di crescita. I 106,6 miliardi di investimenti in recupero del 2006 (di cui 38,7 di manutenzione straordinaria residenziale) sono divenuti oltre 115 miliardi nel 2013 (di cui 45 di manutenzione straordinaria residenziale)”. Dei quasi 20 miliardi di euro di investimenti veicolati nell’ultimo anno, 3/4 hanno riguardato il recupero edilizio e 1/4 la riqualificazione energetica. “Il patrimonio residenziale rappresenta il primo elemento da aggredire – conclude Dondi -. Si tratta di oltre 11,8 milioni di edifici, realizzati per oltre il 60% oltre 40 anni fa, che costa oltre 45 miliardi di euro per consumi termici ed elettrici. Oltre al patrimonio privato, non meno importanti sono le 964 mila unità destinate ad usi istituzionali (scuole, uffici e caserme) di proprietà di amministrazioni centrali e locali”.