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Mercato statunitense: le unifamiliari crescono del 2,6%

di Donato Grosser

La situazione del settore della casa negli Stati Uniti è buona anche se c’è ancora molto spazio per ulteriori miglioramenti. Le principali fonti di dati sono il US Census Bureau e la National Association of Realtors (Associazione Nazionale degli Operatori del Settore Immobiliare). Il US Census Bureau pubblica dati sugli Housing Starts (abitazioni messe in opera), Building Permits (concessioni di permessi di costruzione) e Housing Completion (abitazioni la cui costruzione è stata completata). La National Association of Realtors pubblica dati sulle Existing Home Sales (vendite delle abitazioni esistenti), sui prezzi di vendita e le loro variazioni e sulle vendite per fasce di prezzo.


Abitazioni messe in opera

I dati sulle abitazioni messe in opera sono forse i più importanti del settore in quanto definiscono una prospettiva di mercato e di domanda per nuove abitazioni. I dati più  recenti, per il mese di agosto, mostrano  un livello di abitazioni messe in opera di 918.000 unità, con un aumento dell’11% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente. L’aumento è stato particolarmente forte nel segmento delle abitazioni unifamiliari (627.000 unità, +20,6%), mentre le abitazioni multi-familiari hanno fatto registrare dei cali. Esaminando l’andamento delle abitazioni messe in opera per regione, sono state registrate 125.000 unità nella regione Nordest del paese, 161.000 nel Midwest, 413.000 nella regione Sud e 219.000 nella regione Ovest.
Nel Nordest rispetto all’anno precedente si è verificato un aumento del 52,4%; nel Midwest del 25,8%, nel Sud si è verificato un declino del 4% e nell’Ovest un aumento del 17,1%.

Vendite di abitazioni esistenti
I dati delle vendite di abitazioni esistenti sono aggiornati al mese di settembre 2013. Le vendite a livello nazionale sono aumentate del 10,7% rispetto all’anno precedente, a un livello annuale destagionalizzato di 5.290.000 unità. Nella regione Nordest sono state registrate vendite di 690.000 unità (+15,0%), nel Midwest di 1.250.000 unità (+12,6%), nel Sud di 2.100.000 unità (+9,9%) e nella regione Ovest di 1.250.000 unità (+7,8%).

Crescono i prezzi di vendita
I prezzi di vendita delle abitazioni sono un importante indicatore previsionale. Se i prezzi calano i proprietari di abitazioni sono restii a vendere e quindi l’offerta di case diminuisce. Quando i prezzi aumentano i costruttori edili hanno un incentivo a costruire e possono generare dei profitti dalle costruzioni di nuove case. Nel mese di settembre 2013 il prezzo medio delle abitazioni esistenti vendute è salito a 199.200 dollari, con un aumento dell’11,7% rispetto all’anno precedente. Nella regione Nordest il prezzo medio è stato di 240.900 dollari (+2,3%), nel Midwest 158.400 dollari (+9,0%), nel Sud 171.600 dollari (+13,9%) e nella regione Ovest 286.300 dollari (+16,8%).
Da notare che il 17,4% delle abitazioni vengono vendute a prezzi inferiori a 100.000 dollari. La stragrande percentuale di abitazioni (44,4%) è venduta a prezzi tra 100mila e 250mila dollari. Il 27,1% tra 250mila e 500mila dollari; il 7% tra 500mila e 750mila dollari; il 2,1% tra 750mila e 1 milioni di dollari e il 2,1% a prezzi superiori a 1 milione di dollari.

L’attività di remodeling
I rifacimenti dipendono in gran parte dalle vendite di abitazioni esistenti. Infatti gli acquirenti di abitazioni dopo l’acquisto di casa cambiano  la moquette, pitturano le pareti,  acquistano nuovi elettrodomestici e spesso rifanno totalmente bagni e cucine. Per i rifacimenti, dopo che nel 2008 il U.S. Bureau of Census aveva cessato di pubblicare stime sull’andamento del settore, vengono pubblicati degli indici da società di ricerche economiche. Il Residential Remodeling Index della Metrostudy, una sussidiaria di ricerca di Hanley-Wood, nel terzo trimestre del 2013 ha fatto registrare un aumento del 2% rispetto al secondo trimestre a quota 93,3 (su base 100 della primavera 2007). Secondo Metrostudy “Nell’anno 2013 si sta verificando l’attività più sostenuta di rifacimenti dal 2007 a questa parte”. La situazione varia in modo talvolta drastico tra le 366 aree metropolitane che fanno parte dell’indice. Nel Nord Dakota, dove è stato scoperto il petrolio, l’indice previsto per l’anno prossimo è 159, ossia il 59% superiore alla media. Metrostudy prevede che l’indice tornerà a quota 100 nell’autunno del 2015, corrispondente a oltre 12 milioni di progetti di rifacimenti. Per il 2013 si prevedono 11,14 milioni di progetti di rifacimento.

Stretta la correlazione tra ceramica ed industria edile
Da quanto verificato in passato, esiste una stretta correlazione tra le nuove costruzioni, le vendite di nuove abitazioni e i rifacimenti da una parte e il consumo di piastrelle di ceramica dall’altra. Infatti, a seguito del miglioramento del settore casa,  nella prima metà dell’anno 2013 i consumi di piastrelle di ceramica sono aumentati dell’11,7% rispetto allo stesso periodo del 2012. I consumi di piastrelle iniziarono a riprendersi nel 2010, tuttavia solo nel 2013 la ripresa è superiore al 10%
Le aspettative per il resto del 2013 sono positive e si prevede un livello di consumi tra l’11% e il 12%. Da notare la crescita dell’import nei primi sei mesi dell’anno 2013, in aumento del 14,7%, mentre le vendite dei fabbricanti locali sono aumentate solo del 4,7%.
Per quanto riguarda le importazioni di piastrelle di ceramica dall’Italia, nei primi otto mesi del 2013 sono aumentate del 14% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno superando i 19 milioni di metri quadri e si prevede che alla fine del 2013 raggiungeranno i 27 milioni di metri quadri.

grosserconsulting@gmail.com
Dicembre 2013