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Joi-Design: progettare atmosfere

Tradurre emozioni in design e design in atmosfere costruite. Questa la filosofia progettuale di Joi-Design, studio fondato ad Amburgo nel 1984, tra i più importanti riferimenti europei per l’interior nel settore Hospitality.

di Katrin Cosseta, Interni

I titolari Peter Joehnk e Corinna Kretschmar-Joehnk hanno raccolto nella monografia 101 Hotel-Lobbies, Bars & Restaurants (Braun Publishing Zurich 2014, pagg. 232) un repertorio di progetti che testimonia la copiosa attività dello studio (un team di oltre 40 professionisti) e la capacità di interpretare in maniera sempre diversa e personalizzata gli spazi dell’ospitalità. Nello specifico quelli pubblici, si tratti di sofisticati design hotel, alberghi in grandi palazzi storici, business o budget hotel, resort, spa. Tra i clienti si contano prestigiose catene internazionali tra cui Hilton, Sheraton, Le Méridien, Jw Marriott, Hyatt, NH Hotels, Radisson Blu, Ritz Carlton, Dorint, Kempinski, Steigenberger, Crowne Plaza, con realizzazioni in tutto il mondo, ma prevalentemente in Europa e nelle ex repubbliche sovietiche. Con il fondatore di Joi-Design, Peter Joehnk, analizziamo lo spazio della lobby, i suoi paradigmi progettuali, i codici linguistici e le tendenze che proiettano l’hotellerie a specchio di evoluzione sociologica e culturale.

Peter Joehnk_JOI-Design
La lobby concentra il potere comunicativo di un hotel, la capacità di esprimere uno stile, attrarre il visitatore e promettere un’esperienza. Questo ruolo strategico richiede una progettazione molto dettagliata e attenta. Da dove si inizia?
La lobby trasmette la prima impressione di un hotel (e anche l’ultima), ne esprime il dna oltre che misurarne l’efficienza. È l’ambiente che comunica direttamente a un certo target di clienti, per cui premessa fondamentale di ogni nostro progetto è l’individuazione dell’ospite-tipo a cui ci si vuole rivolgere. Ancora molti albergatori attuano la prassi usuale di attendere una clientela d’affari in settimana e di turisti nel week end, senza una chiara definizione dell’utenza. Per contro, alcune catene alberghiere giocano con diversi brand in vari segmenti di mercato con un preciso posizionamento di marchio e target. Per loro il progetto è subito ben delineato, considerate le condizioni locali e le specifiche aspettative dei clienti, anche se le soluzioni possibili sono infinite e quelle design-oriented non sempre necessariamente funzionano. La specializzazione dell’hotel è il trend del momento, ma ancora lento. Ogni tipologia di albergo (business, design, boutique, budget…) richiede un progetto individuale e specifico, tarato sul tipo di ospiti e senza incorrere in contraddizioni tra immagine e funzione. Bisogna poi stare attenti al pericolo obsolescenza; ogni progetto fortemente orientato alle mode, con colori e forme molto esposti, rischia di essere presto ‘out’: l’ideale è ristrutturare un albergo, anche ben funzionante, ogni 10-15 anni. Faccio poi osservare che oggi si progetta un hotel più in considerazione del benessere dell’ospite che della facilità di manutenzione o della prevenzione di vandalismi.

Cover+HiltonFrankfurtAirport

Da 30 anni disegnate interni di alberghi. Come si è evoluto in questo periodo il progetto della lobby e quali tendenze future prefigurate?
Inizialmente la lobby era il luogo dove vedere e farsi vedere. Poi c’è stata una fase in cui prevaleva l’aspetto funzionale di distribuzione degli ambienti, con poche sedute d’attesa, a cui è subentrato il concetto di “salotto” che integra abilmente diverse funzioni come ristorante, bar, shop, business center e piccole sale riunione. La lobby ha oggi di nuovo una connotazione di ambiente dove intrattenersi, liberato dalla rigidità del secolo scorso, fino a divenire un luogo di comunicazione e di benessere informale dove rilassarsi, leggere un libro, incontrare gli amici, mangiare qualcosa mentre si lavora. Questa tendenza si estenderà in futuro alle varie tipologie di hotel, con una sempre più marcata e duratura multifunzionalità della lobby e la scomparsa di zone separate per bar e ristoranti.

One_of_a_Kind_Hotel_Vienna

Il design di un hotel consente una grande libertà espressiva al progettista, ma pone anche la sfida a rinnovarsi sempre. Nei vostri numerosi progetti esiste una grammatica riconoscibile, un filo rosso?
Il fil rouge, forse il dna di Joi-Design, è l’impegno a infondere nei nostri alberghi un’atmosfera olistica, completa, integrando diverse discipline. Ma è un ‘filo’ individuale che va filato in modo nuovo per ogni progetto. I nostri valori si incarnano nel motto “disegnare atmosfere”, e si possono individuare alcune parole chiave. Cultura: la nostra tradizione europea permea e collega ogni progetto. Autenticità: il nostro linguaggio individuale ha la pretesa di essere comprensibile in tutto il mondo in modo chiaro, unico e genuino; vogliamo far percepire all’ospite, con arte sottile, dove si trovi, con una autentica connessione al brand e alla corporate identity dell’hotel, evitando scenografie storicistiche. L’autenticità è anche nei materiali utilizzati, pregiati e durevoli. Eleganza senza tempo: è la direzione fondamentale di progettazione, per un design moderno connesso al ‘qui e ora’. Preferiamo progettare con passione ambienti vivi, contemporanei, che accolgono con sapienza anche accenti classici e tradizionali, giocosamente trasferiti nella modernità. Al contrario di hotel storicizzanti, spesso nella categoria lusso (che per me significa spazio e tranquillità). Esperienza: esprime il desiderio di offrire all’ospite un’esperienza di qualità, emozionante e memorabile, ma anche la nostra trentennale expertise nell’interior design e nell’identificare trend e sviluppare concept adeguati. Innovazione: un costante impegno ad agire con mente aperta e creare progetti sempre diversi, con soluzioni formali e tecniche innovative.

Arredi, materiali e finiture. Come li scegliete e armonizzate tra loro? Usate la ceramica?
Utilizziamo istinto e know how. Ricorriamo spesso alla ceramica nei nostri progetti, visto che non esiste materiale più comodo, robusto ed economico! La gamma di colori e textures è ormai talmente ampia che a ogni progetto è facilissimo abbinare la giusta piastrella. Che molto spesso è italiana. Soprattutto per i mobili, l’illuminazione e le piastrelle l’Italia è leader nelle forniture per l’industria dell’ospitalità!