SEGUICI SUI SOCIAL
CONDIVIDI

Identikit dei mutui ipotecari italiani

Una indagine Kiron mostra che l’80% dell’erogato va per la ‘prima casa’, con un valore medio di 109.000 euro ed una durata di 24 anni. Aumentano gli erogati a tasso fisso.

di Alessandra Ferretti

Il mercato del credito sta trasmettendo segnali di ripresa. Certo, è presto per stabilire se la fase discendente del mercato sia ormai alle spalle, ma sicuramente esistono elementi reali che inducono ad un rinnovato ottimismo. La domanda di mutui da parte delle famiglie è in crescita ormai da un anno e la Banca centrale europea sta operando per sostenere l’erogazione del credito attraverso manovre come la riduzione del tasso di riferimento e il tasso di interesse negativo sui depositi delle banche presso la Bce.
Per avere una fotografia realistica della situazione prendiamo a riferimento l’analisi del prodotto elaborata dal Gruppo Tecnocasa, che verte sui primi sei mesi del 2014 e analizza parametri quali la finalità dell’operazione, la tipologia, la durata e l’importo medio di mutuo di tutti coloro che hanno sottoscritto un finanziamento ipotecario attraverso le agenzie a marchio Kìron ed Epicas.

immobili
Abbiamo chiesto proprio a Renato Landoni, presidente di Kìron, di illustrarci la situazione del settore attraverso lo studio realizzato. Premette il presidente: “Nel primo semestre 2014 l’acquisto della prima casa la fa ancora da padrone, rappresentando oltre l’80% del totale delle richieste, mentre chi fa ricorso al mutuo per comprare una seconda casa incide solo per il 2,6%. La surroga sta riprendendo piede e rappresenta l’1,7% del campione, mentre le richieste relative all’ottenimento di maggiore liquidità sono l’1,6%”.
E sulle dinamiche degli indici di riferimento illustra: “Cresce la tendenza all’aumento del tasso fisso rispetto al 2013, che tuttavia rimane inferiore a quello variabile. Il 43,3% dei mutuatari ha optato per un tasso variabile puro (mentre è in netto calo la percentuale di chi sceglie il tasso variabile con Cap passato dal 20,9% al 7,3%). Il 27,6% ha deciso per una programmazione certa dell’impegno economico (che l’anno scorso rappresentava invece il 15,5%), scegliendo la stabilità del tasso fisso nonostante un costo mediamente superiore al tasso variabile. Infine, i mutui a rata costante sono passati dal 12,1% al 20,8%”.
Dal punto di vista della durata del mutuo, dall’indagine emerge che la media nazionale è poco superiore ai 24 anni. Riferisce Landoni: “Il 69,1% dei mutui erogati in Italia nel primo semestre dell’anno hanno una durata compresa tra i 21 e i 30 anni, mentre il 30,5% si colloca nella fascia tra i 10 e i 20 anni. I prestiti ipotecari di durata inferiore a 10 anni rappresentano soltanto lo 0,4% del totale per via dei costi elevati della rata mensile”.
Ma l’indagine si spinge oltre e mostra anche il panorama della durata del mutuo per macroarea. Afferma ancora Landoni: “Se nelle regioni meridionali e insulari si sottoscrivano mutui di durata leggermente più bassa (al Sud i mutui di 21-30 anni rappresentano il 64,3%, nelle Isole il 65,2%, mentre quelli a 10-20 anni sono poco meno del 35%), in quelle del Nord-Est si registra un andamento praticamente identico a quello nazionale (il 68,3% sceglie mutui dai 21 ai 30 anni e il 31,3% quelli dai 10 ai 20 anni), infine nel Nord-Ovest prevalgono duration più elevate (il 71,6% decide per mutui dai 20 ai 30 anni e il 28,1% per quelli dai 10 ai 20 anni)”.
E gli importi? Nei primi sei mesi dell’anno l’importo medio di mutuo erogato sul territorio nazionale è stato pari a una cifra di circa 108.900 euro. Aggiunge Landoni: “Il ticket medio varia in funzione della ripartizione geografica di riferimento, infatti nel Nord-Ovest e nel Centro Italia si eroga mediamente più che a livello nazionale. Nel Mezzogiorno e nelle Isole, invece, il ticket medio risulta inferiore al dato complessivo, mentre il Nord-Est si mantiene sostanzialmente in linea. In generale, i valori più alti nelle regioni del Nord Italia (poco più di 110.000 euro nel Nord-Ovest e 108.000 euro nel Nord-Est) e più bassi nel Sud (101.600 euro) e nelle Isole (103.900 euro). La macroarea dove il mutuo è risultato più elevato è quella dell’Italia centrale, con un ticket medio pari a 115.000 euro”.
Se andiamo a segmentare il campione per fasce di mutuo erogato, vediamo come la ripartizione sia più sbilanciata verso importi contenuti. Ancora Landoni: “Il 41,2% dei mutui erogati ha un importo compreso tra 50.000 e 100.000 euro, mentre il 39,5% si colloca nella fascia successiva ovvero tra i 100.000 e i 150.000 euro. Circa il 15% dei mutuatari, infine, ha ottenuto un finanziamento superiore a 150.000 euro”.
E quali sono le prospettive per il futuro? Conclude il presidente di Kìron: “Siamo ottimisti. Le banche sono più propense ad erogare ed in generale migliorano le politiche creditizie, anche se l’atteggiamento degli istituti di credito tiene in forte considerazione la stabilità o meno dell’economia e della finanza. La nostra previsione è quella di un miglioramento, anche se lento. Se l’anno scorso il valore totale dei prestiti per la prima casa è stato pari a 21 miliardi, per quest’anno possiamo pensare di arrivare ai 24 miliardi. Ovviamente l’andamento del settore dipende in gran parte anche dalla ripresa o meno del mercato del lavoro e dal livello di reddito medio”.