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Cantieri edili aperti nei cinque continenti

di Andrea Serri

Ultimo anno di sofferenza per alcuni continenti, prima di entrare nell’anno destinato a mandare in soffitta la crisi iniziata nel 2007.
E’ una prospettiva di positività quella che emerge dall’osservazione dell’edilizia residenziale, vero motore dell’industria delle costruzioni a livello mondiale, che nel prossimo anno, seppur con intensità e percorsi di exit strategy diversi da area ad area, è atteso registrare un tasso di crescita globale del +4,5%, valore quasi doppio a quanto registrerà nel corso di quest’anno.

Sullo scacchiere internazionale brillano gli Stati Uniti, epicentro della crisi alla fine dello scorso decennio, ora in grado di mettere a segno un exploit da centometrista: il +1,9% del 2014 vola fino al +7,1% del prossimo anno (record planetario), a dimostrazione di una flessibilità dell’economia in grado di cogliere tutte le opportunità.
Discorso molto diverso per i Paesi dell’America Latina, che invece fino alla fine del 2015 sono attesi scontare dinamiche negative sul mercato immobiliare residenziale. Ad una flessione di alcuni punti decimali del 2014 si aggiunge una analoga variazione oggi, mentre per l’uscita dalla crisi occorre attendere il +2,7% del prossimo anno.

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L’Europa occidentale, che si caratterizza da lacci e laccioli che mettono il paracadute alle crisi e piombano lo scatto alla ripresa, conferma nel 2015 i pochi decimali di crescita dello scorso anno, in attesa che la ripresa si rafforzi nel corso del 2016. Valori positivi tra i migliori dell’ultimo decennio, ottenuti grazie al consolidamento dell’industria edile in Germania che si accompagna ad un generale rafforzamento delle dinamiche in molte altre nazioni dell’area.

Seppur confinante, l’Europa Orientale registra nel corso di quest’anno un crollo nella sua attività edilizia – mettendo a segno il record negativo a livello mondiale – a causa della crisi del mercato russo e delle difficoltà economiche e di mercato di molte nazioni limitrofe. Solo con il prossimo anno, con una intensità che non raggiunge però i due punti percentuali, si assisterà ad una ripresa, con un andamento a macchia di leopardo molto marcata.

Alcuni anni dopo la primavera araba, per i mercati del Nord Africa sta sbocciando la primavera dell’Edilizia residenziale. Uscita dalla crisi nel corso di quest’anno, l’area è attesa raggiungere un +4,4% nel prossimo anno, percentuale in linea con quella della media mondiale. Un risultato importante, per almeno due ordini di fattori: l’uscita di questo continente dalla periferia del mondo delle costruzioni; tassi di sviluppo interessanti e diffusi tra i diversi paesi.

Continente anticongiunturale per eccellenza è il Medio Oriente. Lo conferma sia l’espansione che nel triennio preso in esame è stabilmente superiore al 5%, frutto di una economia basata su immensi giacimenti di petrolio, che, nel contempo, l’aver messo in campo tutta una serie di percorsi di diversificazione dell’attività economica, che puntano anche al turismo ed all’inurbamento della popolazione.

Il gigante asiatico, dopo il lieve appannamento di quest’anno che lo ha portato a flettere di circa mezzo punto percentuale, riprende la sua corsa nel 2016. Sebbene le statistiche in Asia vengano fortemente influenzate dal mercato residenziale cinese – il più grande del continente e del mondo – vanno segnalati gli ottimi exploit di India ed Indonesia, due tra i paesi più popolosi del mondo che stanno investendo in modo importante sul mattone residenziale.

24 giugno 2015

[ Editoriale di Cer Magazine NEWS n. 6/2015, e-magazine di Ceramics of Italy ]

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