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Un’oasi di pace in un mondo di rumori

In un mondo dove la nostra attenzione viene richiesta a livelli e direzioni sempre diversi, il bene più prezioso che si possa avere sembra spesso essere un po’ di semplice pace e quiete. Una delle maggiori preoccupazioni di architetti, designer, costruttori e proprietari di tutto il mondo è trovare soluzioni innovative che possano porre fine ai rumori di passi e di voci in case ed uffici. Molti sono i metodi e le architetture utilizzate in passato a tal fine, con risultati e costi tra loro variabili. Con l’espandersi dell’industria negli Stati Uniti, gli ingegneri hanno iniziato a stabilire metodi di prova specifici e requisiti per la riduzione di emissioni acustiche in modo da garantire sul mercato i migliori risultati.

insonorizzazione

La scienza del silenzio

Nel corso degli anni, la comunità scientifica che studia gli elementi alla base dell’isolamento acustico ha individuato due tipi di rumore da tenere in considerazione se si vogliono rendere gli spazi abitativi confortevoli per l’orecchio umano. I primi sono i rumori da calpestamento: tacchi trascinati sul pavimento, spostamento di mobili, impianti che vibrano o sbattono; praticamente qualsiasi rumore prodotto da un oggetto che entra in contatto fisico con il pavimento o la parete. Questi suoni derivanti da urti come anche le onde sonore che viaggiano attraverso i solidi sono classificati dagli ingegneri del suono come suoni da impatto (IIC). Il secondo tipo di suoni identificati sono quei suoni che inizialmente viaggiano attraverso l’aria per poi passare attraverso il pavimento o la parete nella stanza accanto. Sono i cosiddetti suoni della vita di tutti i giorni: le chiacchiere e le risate, la musica che suona, il pianto occasionale di un bambino. Non tutti questi suoni sono negativi, ma di sicuro nessuno ha voglia di sentire la coppia che abita al piano di sopra litigare alle due del mattino. I suoni ambientali sono classificati nell’ambito dell’isolamento acustico come suoni propagati attraverso l’aria (STC). Addentrandosi un po’ più a fondo nella materia scopriamo che questi due tipi di suoni richiedono prove individuali da parte degli esperti nell’abbattimento del suono poiché le strategie impiegate per l’isolamento acustico sono differenti. In altre parole, le tecniche che impediscono i rumori di impatto (IIC) non per forza sono utili per confinare i suoni trasmessi attraverso l’aria. Raggiungere entrambi gli obiettivi con un unico prodotto richiedeva un’invenzione particolare, in grado di abbattere l’inquinamento acustico nella misura richiesta dagli ingegneri e dalle ordinanze di zona: una valutazione 50/50 STC/IIC. I numeri 50/50 si basano su tre prove di valutazione molto specifiche dell’American Standard Test Methods: la norma ASTM E90 per misurare l’abbattimento dei suoni STC e una combinazione delle norme ASTM E492 e E2179 per misurare rispettivamente l’abbattimento dei suoni IIC e DeltaIIC. Per eseguire tali prove sono necessari laboratori altamente specializzati ed specifiche condizioni di lavoro che testino in maniera esatta le proprietà di insonorizzazione di un particolare progetto. Ogni test ha a che fare con la misurazione dei suoni dell’intera gamma dell’udito umano e i cambiamenti nelle armoniche che avvengono in modo da determinare il livello esatto di riduzione del rumore. I test con i valori più alti sono i migliori. Se da un lato i test ASTM sono molto specifici e precisi, dall’altro non specificano né uniformano la pavimentazione o la soffittatura o i prodotti testati ai pavimenti. Dal momento che non vi è mai stato un requisito universale, sul mercato era possibile trovare un’ampia gamma di prodotti in cui i confronti erano limitati quando non addirittura impossibili a garantire al consumatore paragoni tra prodotti simili e dunque una miglior scelta. I grandi numeri abbondavano nelle specifiche e nella documentazione dei prodotti, ma quanto un prodotto di insonorizzazione contribuisse individualmente a quei numeri non era sempre chiaro. Un grande passo avanti per il mercato ci fu con lo sviluppo e la pubblicazione da parte dell’ American National Standards Institute (ANSI) di specifiche per le membrane insonorizzanti, norma ANSI A118.13 del 2010. Per la prima volta la norma ANSI A118.13 stabiliva un parametro ed esigeva che i prodotti insonorizzanti usassero gli stessi sistemi di valutazione: costruzioni uniformate con un semplice pannello in calcestruzzo da 15 cm e nessuna controsoffittatura per ottenere una vera riduzione del rumore usando il test ASTM E2179. I prodotti certificati dalla normativa ANSI A118.13 potevano adesso essere confrontati in maniera realistica, rendendo possibile la distinzione tra i migliori prodotti e le offerte meno allettanti. La sfida per gli scienziati era sviluppare un prodotto che potesse ridurre i rumori rispettando gli elevati standard adesso richiesti senza la necessità di ulteriori materiali isolanti, in modo da raggiungere l’ambita valutazione 50/50 STC/IIC.

Il sughero non è una soluzione ottimale

L’opinione diffusa sul mercato vuole che se una membrana isolante sottile riesce in parte a ridurre i rumori IIC e STC, una versione leggermente più spessa della stessa membrana dovrebbe arrivare agli ambiti 50/50. In realtà questo non accade. Il modo diverso in cui i suoni IIC e STC devono essere isolati impedisce a una membrana tradizionale di un certo spessore di raggiungere buoni risultati per entrambe le tipologie di rumore. I materiali solitamente utilizzati per le membrane tradizionali quali gomma, bitume, poliuretani e fibre sintetiche tessuto non tessuto, usati nella maggior parte delle membrane insonorizzanti, influenzano l’assorbimento e il riflesso del suono in maniera differente. Aumentare lo spessore del materiale non è quindi la soluzione. Il sughero, un prodotto di Madre Natura, sarebbe dello spessore adatto. Tuttavia è soggetto a muffe e rigonfiamenti se installato su un pavimento umido. Il sughero non è quindi una soluzione ottimale per pavimentazioni che devono sopportare qualsiasi condizione.
I risultati che seguono sono tratti dalle valutazioni ASTM sulla riduzione dei rumori condotte dall’importante laboratorio indipendente NGC Testing Services. Le valutazioni sull’insonorizzazione sono state misurate con un pannello in calcestruzzo da 15 cm e nessuna controsoffittatura, usando piastrelle di grès porcellanato 30 x 30 cm.

Metodo ASTM utilizzato Tipologia di suono ridotto

Risultati

ASTM E492-04 (IIC) Suoni da impatto

50

ASTM E2179-03 (Delta IIC) Suoni da impatto

21

ASTM E90-04 (STC) Suoni propagati attraverso l’aria

52

Fonte: Realtà Mapei Americas n. 19/2014

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