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Questioni di posa: l’importanza del progetto

di Alfredo Zappa

La forma è davvero uno scopo? Non è piuttosto il risultato del processo del dare forma? Una piccola modifica delle condizioni non ha come conseguenza un altro risultato? Un’altra forma? La questione posta dal grande Mies van der Rohe, non conosce ne problemi di genere ne di scala architettonica. È l’essenza del percorso progettuale. Ed è tuttt’altro che banale ricordarlo allo scopo di sottolineare l’importanza che deve assumere il progetto all’interno del microcosmo dei sistemi di pavimentazione e rivestimento, dove forma e bellezza devono essere il risultato di un processo che va ben oltre l’immagine superficiale.
Oggi più che mai è necessario approfondire e risolvere in sede di progetto, così come tradurre a regola d’arte in fase di posa, tutto quanto sia in grado di assicurare valore aggiunto ai fini non solo della qualità estetica ma anche del benessere ambientale, del comfort abitativo, delle soluzioni che facilitano la manutenzione e la conservazione in efficienza dei manufatti.

Tile_Installation_CourtesyMapei
In questo senso, per elaborare correttamente un progetto di piastrellatura è necessario valutare una serie di dati fondamentali. In primo luogo le caratteristiche strutturali dell’edificio (sia esso ex novo o soggetto a ristrutturazione), analizzando gli aspetti legati alle differenti proprietà meccaniche e di elasticità della struttura e delle partizioni interne, sempre più frequentemente generate dall’ibridazione tra diversi materiali.
Considerando che la maggior parte delle piastrelle sono estremamente rigide e quindi quasi indeformabili, la risposta in termini di deformazione prevedibile nelle reali condizioni di carico, così come le vibrazioni o i movimenti generati da sollecitazioni dinamiche, vanno considerati con attenzione e, ove necessario, compensati adottando idonee soluzioni, quali: armature e rinforzi del massetto, strati desolidarizzanti, giunti di compensazione ecc. Non secondariamente vanno considerati gli aspetti legati ai tempi di maturazione di determinati materiali (calcestruzzo in primis) e ai ritiri irreversibili ad essi collegati.
Altro elemento da valutare nel progetto sono le caratteristiche della superficie da piastrellare e l’eventuale necessità di prevedere l’applicazione di strati di livellamento, regolarizzazione o cicli di pretrattamento, tenendo conto che lo stato e la granulometria della superficie influenza la scelta dell’adesivo, così come determinate tipologie di piastrelle richiedono supporti con specifiche caratteristiche. Discorso analogo vale per il dimensionamento e l’orientamento delle fughe, un aspetto che non coinvolge unicamente il fattore estetico. Infatti, se da un lato la posa a giunto unito esalta la continuità della superficie ceramica, quella a giunto aperto rappresenta una scelta obbligata nel caso sia necessario compensare le caratteristiche dimensionali e di spessore dei singoli elementi di rivestimento, ma al tempo stesso risulta più laboriosa, richiede più tempo e quindi è più costosa. In merito, ci sono anche altre considerazioni che richiamano l’attenzione del progettista. Ad esempio accostare direttamente le piastrelle genera superfici di rivestimento molto più rigide, in grado di rispondere con meno efficacia all’eventuale elasticità strutturale, col rischio di distacchi o fessurazioni.
La destinazione d’uso e le condizioni ambientali di esercizio della piastrellatura, così come le caratteristiche dei materiali ceramici che sono stati scelti, completano il quadro delle informazioni necessarie al progettista per sviluppare correttamente il progetto in termini di scelta, composizione e dimensionamento delle tecniche e dei prodotti di posa, mediante adesivi, malte o sistemi a secco.

Tile_Installation3_CourtesyMapei
Tutta questa massa di informazioni deve necessariamente confluire negli apparati e negli elaborati di progetto. Produrre capitolati e tavole di piastrellatura rappresenta non solo uno strumento indispensabile di verifica architettonica, ma anche un ausilio fondamentale per la corretta messa in opera, attraverso l’indicazione delle specifiche di posa, delle soluzioni di dettaglio e delle raccomandazioni per quanto riguarda la stratificazione e le prestazioni dei sottofondi. Grazie alle tavole disegnate si possono evidenziare i nodi critici, evitando improvvisazioni e ritardi in corso d’opera, gestendo con estrema precisione la griglia generale di posa, l’accostamento dei materiali e il coordinamento dimensionale del rivestimento ceramico con le altre dotazioni previste negli ambienti (impianti, serramenti, arredi).
Se dunque la forma è il risultato del processo, il progetto è lo strumento indispensabile per conseguire il risultato.

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