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Mercato immobiliare in ripresa, i primi segnali positivi

Le compravendite residenziali nel 2016 sono aumentate del 18,9%. L’Ufficio studi del Gruppo Tecnocasa è ottimista grazie alla propensione delle banche ad erogare e a tassi di interesse vantaggiosi

di Simona Storchi

Arrivano segnali di ripresa dal mercato immobiliare italiano. A livello nazionale le compravendite residenziali nel 2016 sono state 528.865 con un aumento del 18,9% rispetto al 2015.
A rimettere in moto il mercato hanno contribuito il ribasso dei prezzi registrato anche nel secondo semestre dell’anno scorso, il ritorno degli investitori, la maggiore disponibilità̀ delle banche ad erogare e tassi particolarmente vantaggiosi.
Ad analizzare i dati dell’Agenzia delle Entrate è l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa. L’andamento delle compravendite nelle grandi città italiane ha mostrato volumi in aumento, in particolare a Torino e a Verona. Bene Bologna, Genova e Milano, tutte con variazioni positive di oltre il 20%. Fanalino di coda Bari con +7,5%.  Con oltre 30 mila compravendite, la Capitale è la città che fa segnare il maggior numero di transazioni.

“I segnali erano evidenti da tempo – commenta Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa – ma la primavera del mercato immobiliare sembra essere ormai un dato di fatto. La casa, che gli italiani hanno comunque dimostrato di apprezzare come destinazione dei propri risparmi anche in periodi di crisi, risale dalle difficoltà degli anni scorsi”.
Numerosi i fattori che hanno contribuito a questo risultato, fra tutti in particolare un’erogazione del credito più facile ma al contempo prudente, i bassi tassi di interesse e i prezzi immobiliari ora più accessibili. “In questa seconda parte del 2016 – prosegue Megliola – si nota un ritorno più incisivo degli investitori, convinti che il mattone rappresenti ancora una buona forma di investimento ma anche consapevoli dei limiti dello stesso e per questo più attenti ed oculati rispetto al passato”.

Tabella_Compravendite_2016

I prezzi immobiliari sono ancora in ribasso, il secondo semestre del 2016 ha visto infatti le abitazioni perdere ancora lo 0,8% nelle grandi città, l’1,9% nei capoluoghi di provincia e l’1,2% nell’hinterland delle grandi città. “Piccoli ritocchi verso il basso quindi che stanno traghettando il mercato verso una lieve ripresa dei valori che riteniamo certa alla fine dell’anno in corso. Alcune grandi città, le cui variazioni percentuali dei prezzi erano già in territorio positivo nel primo semestre del 2016, confermano la tendenza anche in questa seconda parte d’anno: Firenze (+1,6%), Bologna (+1,5%) e Verona (+1%). Milano è sostanzialmente stabile. La città dove i valori stentano ancora a riprendersi è Genova (-5,5%)”.

L’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha analizzato anche la tipologia di compravendite (nuovo o usato) realizzate dalle agenzie del Gruppo: nel secondo semestre del 2016 il 78% delle compravendite ha riguardato le abitazioni usate ed il 22% le tipologie di nuova costruzione.
A livello nazionale, considerando solo le compravendite di tipologie nuove, quella più acquistata è il trilocale, seguita dal bilocale, dal 4 locali, dalle soluzioni semindipendenti ed infine dalle tipologie indipendenti. La stessa analisi, condotta sulle tipologie usate, restituisce un risultato analogo.
Nelle grandi metropoli la percentuale delle compravendite di tipologie usate sale all’82,9% e quella delle costruzioni nuove (o ristrutturate) è al 17,1%.
Nei capoluoghi di provincia la percentuale delle compravendite che ha per oggetto un immobile usato scende al 78,5%: il nuovo sale al 21,5%. Nell’hinterland delle grandi città, invece, la percentuale degli scambi che hanno per oggetto un immobile nuovo è più elevata, 23,7%, mentre l’usato si attesta al 76,3%.

“Questi dati – analizza l’Ufficio Studi – confermano che le soluzioni nuove sono scambiate maggiormente nell’hinterland dove negli anni del boom immobiliare sono stati fatti tanti nuovi interventi che all’epoca erano acquistati perché meno costosi rispetto ai prezzi delle grandi città. In questo momento i potenziali acquirenti prediligono, in linea di massima, le abitazioni usate e in buono stato perché temono di iniziare i lavori di ristrutturazione. Ciò non toglie che l’esistenza degli incentivi fiscali sta portando ad acquistare immobili da ristrutturare, ma solo se il prezzo è particolarmente conveniente e tale da giustificare il sostenimento dei lavori di ristrutturazione”.

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