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L’edificio sostenibile

Il concetto di edificio si sta evolvendo rapidamente verso un modello di “macchina ecologica”, in grado di garantire alti livelli di qualità abitativa ed elevate performance tecnologiche in termini di salvaguardia ambientale.

I rivestimenti in ceramica sono una delle componenti ideali della nuova architettura sostenibile:

– costituiscono di per se un materiale in grado di garantire un alto grado di isolamento termico

– sono una componente fondamentale delle cosiddette “pareti ventilate”, sistemi tecnologici di rivestimento degli edifici che consentono importanti risparmi energetici

– sono il materiale di rivestimento che garantisce la massima durabilità nel tempo, evitando frequenti ristrutturazioni, con conseguenti risparmi energetici relativi alla filiera produttiva e di istallazione di nuovi materiali

– garantiscono la massima igienicità a fronte di una manutenzione estremamente semplice, che non richiede l’uso di materiali chimici e inquinanti

– nelle fasi di “fine vita” dei materiali/edificio sono riciclabili e, comunque, classificati come rifiuti inerti, smaltibili in discarica senza pericolo di emissioni nocive per l’ambiente.

 

Pareti ventilate

Più comfort, meno costi.

Le pareti ventilate sono sistemi di rivestimenti degli edifici i cui elenti di rivestimento esterno sono costituiti da lastre di varia natura assemblati tramite dispositivi di sospensione e fissaggio di tipo meccanico. Il rivestimento è collegato, attraverso un sistema di ancoraggio, alla struttura (strato di supporto) da rivestire, cioè la parete perimetrale dell’edificio. Si applica uno strato di isolamento termico e un sistema di ancoraggio che è dimensionato in modo da lasciare un’intercapedine, di circa 5 cm di spessore, tra lo strato isolante e il rivestimento esterno. L’intercapedine d’aria, per ‘effetto camino’, attiva un’efficace ventilazione naturale assicurando notevoli vantaggi di risparmio energetico.

Vantaggi della parete ventilata:

  • riduzione del fabbisogno energetico: l’edificio è protetto efficacemente da azioni combinate di precipitazioni e vento (non ci sono ruscellamenti), quindi lo strato di isolamento termico rimane sempre asciutto. Considerato che l’acqua eventualmente assorbita dall’isolante ne aumenterebbe la conduttività termica, la riduzione dello spreco di energia è notevole, all’incirca del 40-50%.
  • riduzione dei rischi di fessurazione e distacco, perché il fissaggio è meccanico e non adesivo.
  • eliminazione dei ponti termici. Il clima esterno non influisce sul clima interno dell’edificio
  • aumento del comfort abitativo: il carico termico sull’edificio è ridotto durante il periodo estivo, creando un ambiente a temperatura ideale; il trasferimento all’esterno di vapore acqueo prodotto all’interno, grazie alla circolazione d’acqua nell’intercapedine, contribuisce al miglioramento del comfort abitativo. grande durabilità.
  • alta resistenza meccanica.
  • facile manutenzione: gli elementi del rivestimento sono sostituibili.
  • riflessione di rumori esterni con miglioramento sostanziale del comfort acustico interno

 

La durabilità

Lunga vita, minor impatto.

Se paragonati alle superfici rivestite con altri materiali, i rivestimenti in ceramica possiedono un ulteriore elemento di eccellenza ecologica: la durabilità. Infatti, una piastrellatura correttamente progettata e installata può durare quanto l’edificio in cui è collocata.

Se un edificio non resiste a lungo, ciò corrisponderà a uno spreco incredibile di energia sia in termini di risorse umane che di risorse materiali, senza menzionare le perdite economiche. La selezione dei materiali da costruzione è dunque un importante elemento per la sostenibilità di un edificio.

Generalmente, nell’industria edilizia è il costo a determinare i criteri di selezione. Va però ricordato che tale costo va considerato su due livelli:

  • esso corrisponde, in molti casi, al costo iniziale d’acquisto, in cui l’aspettativa di vita (o durabilità) del materiale in esame non è adeguatamente enfatizzata (infatti, molti edifici oggi non sono disegnati per durare).
  • questi costi raramente includono il danno ambientale causato da produzione e trasporto del materiale.

Da una prospettiva di sostenibilità, un materiale, componente o sistema, può essere considerato durevole quando la sua ‘vita in servizio efficiente’ (performance) è abbastanza equiparabile al tempo richiesto dall’ecosistema per riassorbire i vari impatti sull’ambiente a esso correlati. La durabilità di un materiale corrisponde dunque a una funzione di uso pari alla condizione di ripristino ambientale.

In generale, un prodotto con un ciclo di vita più lungo, con la stessa funzione d’uso di un altro, determina un impatto ambientale minore. Infatti, se un prodotto dura meno, non solo può generare più rifiuti, ma soprattutto provoca un impatto ambientale maggiore al momento della sua sostituzione con un nuovo prodotto. Questo a sua volta, al momento della produzione, distribuzione e utilizzo, consumerà nuove risorse, producendo nuove emissioni.

 

Manutenzione

Meno inquinanti, meno energia.

Nell’arco di vita dell’edificio, il mantenimento e la conservazione in perfetto stato di una superficie rivestita con materiale ceramico richiede un minor consumo di materiali ed energia, rispetto a una superficie rivestita con qualsiasi materiale non permanente.

L’uso di una minor quantità di materiali per la pulizia riduce l’immissione nell’ambiente di detersivi e sostanze chimiche. L’utilizzo della piastrella ceramica costituisce quindi di per sé una buona pratica di prevenzione dei rifiuti e della diffusione di sostanze nocive.

 

Lo smaltimento della ceramica

Riciclare e valorizzare.

In una prospettiva di analisi del ciclo di vita (LCA) del prodotto piastrella, l’elemento conclusivo è rappresentato dalla demolizione e dalla dismissione. I detriti provenienti dalla demolizione delle piastrellature sono rottami di materiali ceramici, dunque materiali ‘inerti’ che non rilasciano emissioni e quindi possono essere collocati nell’ambiente senza particolari rischi. Da notare la possibilità di riutilizzare il materiale ceramico delle piastrelle in altri settori della produzione edilizia quali per esempio la preparazione di sottofondi.

Valorizzazione dei rifiuti edili

La produzione di rifiuti del settore delle costruzioni in Europa è stata recentemente stimata intorno ai 180 milioni di tonnellate all’anno. Si tratta di cifre abbastanza rilevanti, che corrispondono a circa 480 kg pro capite ogni anno. Di questa massa di scarti, solo il 28% viene riutilizzato e riciclato. Il restante 72% è messo a dimora in discarica.

In altre parole, per rendere più chiaramente visibile l’entità del problema, se dovessimo riunire in un unico luogo tale montagna di rifiuti si tratterebbe di costruire ogni anno una discarica profonda 10 m ed estesa all’incirca 13 km_ (il che equivale per dimensioni più o meno all’intero centro di Parigi). In Italia la quantità di rifiuti prodotti è di oltre 40 milioni di tonnellate l’anno. Una quantità enorme di rifiuti da smaltire – come in gran parte avviene oggi – che può invece trasformarsi in uno straordinario giacimento di manufatti da riusare e di materiali da riciclare, con evidenti vantaggi per l’ambiente e interessanti opportunità occupazionali. Sfruttare questo giacimento è possibile, se si riesce a organizzare e rendere efficiente un ‘mercato dell’usato’ di componenti e materiali da costruzione, ambientalmente sostenibile ed economicamente conveniente, a cui i produttori di scarti e i potenziali riutilizzatori e riciclatori possono accedere in modo facile e rapido.

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