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Sanitari, stabile il fatturato con volumi in crescita

di Andrea Cusi, Centro Studi Confindustria Ceramica

Aumentano i volumi prodotti dalla ceramica sanitaria, in presenza di fatturato stabile e di investimenti che scontano la crescita registrata nel 2015: queste le principali evidenze pubblicate nell’Indagine Statistica Nazionale sull’industria italiana della ceramica sanitaria relativa all’anno 2016, elaborata da Confindustria Ceramica in collaborazione con il Centro Ceramica Civita Castellana, relative ad un comparto che racchiude 33 aziende, oltre 3.100 addetti, 4 milioni di pezzi prodotti  e 333 milioni di euro di fatturato.

Grafici_ceramica_sanitaria

A dicembre 2016, 30 delle 33 aziende produttrici di ceramica sanitaria attive in Italia sono localizzate nel distretto di Civita Castellana – il più importante polo produttivo nazionale per questo settore – mentre le restanti 3 hanno sedi in Abruzzo, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. La produzione avviene in 39 stabilimenti, 35 dei quali localizzati in provincia di Viterbo e gli addetti, a livello nazionale, sono risultati essere 3.124, in flessione del -2,5% rispetto al 2015.
La produzione nel corso del 2016 ammonta a 4,1 milioni di pezzi, oltre 300.000 in più rispetto al 2015, registrando una crescita del +8,5%. Sugli stessi livelli della produzione si attestano anche le vendite, che nello stesso anno sono incrementate del +4,9%, tali da generare 332,9 milioni di euro di fatturato, un livello sostanzialmente in linea con i ricavi registrati nel 2015.
Secondo i dati ufficiali di commercio estero forniti da Eurostat, lo scorso anno le esportazioni in peso sono risultate essere in calo del -3,5% rispetto all’anno 2015. Tradotto in valore assoluto, significa che nel 2016 sono stati esportati prodotti della ceramica sanitaria pari a un peso complessivo di quasi 50.000 tonnellate, circa 2.000 tonnellate in meno rispetto alla rilevazione precedente. Per quanto riguarda le importazioni, queste risultano in aumento rispetto al 2015.

Discorso a parte meritano gli investimenti, che ritornano su livelli prossimi a quelli dell’anno 2014. Secondo le informazioni fornite da ACIMAC, nel 2016 le aziende produttrici di sanitari in ceramica presenti in Italia hanno investito in totale 11,3 milioni di euro in tecnologie. Un quarto degli investimenti, 2,8 milioni di euro, è stato realizzato per l’acquisto di macchine per formatura e colaggio, mentre sono stati spesi quasi 2 milioni per macchine adibite alla preparazione delle terre (quota del 17% sul totale). Le forniture di macchine per smaltatura e decorazione per stoccaggio e movimentazione, con valori intorno agli 1,2 milioni di euro, rappresentano rispettivamente circa un decimo degli investimenti totali. Infine le macchine per la cottura, essiccatura, stampi e altre lavorazioni rappresentano il rimanente 35% degli investimenti totali, superando – come valore aggregato – i 4 milioni di euro.

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