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Expo 2015 consacra la ceramica italiana

Uno dei risultati più importanti delle Esposizioni Universali, luoghi dedicati a mostrare le eccellenze agli avventori provenienti da tutto il mondo, è anche la presentazione di soluzioni architettonico – costruttive d’avanguardia, destinate a diventare nuovi capisaldi della cultura costruttiva quando queste siano effettivamente funzionali ed efficaci. E’ stato così sin dalla prima edizione, lo è anche nell’edizione di Milano che consacra la ceramica italiana quale materiale per l’architettura.

La soluzione costruttiva acciaio – vetro, utilizzata per la prima volta al Chrystal Palace in Hyde Park per l’Expo di Londra 1851, aveva l’obiettivo di creare involucri che potessero essere veloci da costruire, caratterizzati da una elevata resistenza, pratici nella fruibilità, esteticamente belli ed in grado di essere agevolmente smontati al termine dell’Expo: questo ha rappresentato il primo esempio di un percorso che, nel corso del tempo, da sancito e consolidato il ruolo di diversi materiali da costruzione presso il pubblico ed i progettisti di tutto il mondo. Lo è stato per il mix acciaio / vetro a Londra, così come per l’acciaio nella costruzione della Torre Eiffel o la plastica nell’esposizione di San Francisco, per arrivare all’Expo di Milano 2015 destinato a consacrare la ceramica italiana.

Che la ceramica realizzata nella Penisola potesse essere impiegata per rivestire i pavimenti del Padiglione Italia poteva rappresentare un traguardo non scontato, ma quasi naturale. Che invece la ceramica italiana sia stata protagonista in oltre 30 i Padiglioni Nazionali – dalla Germania agli Stati Uniti, dalla Cina all’Azerbaijan, da San Marino al Kuwait, dall’Irlanda alla Russia, dalla Turchia all’Iran per arrivare all’Austria e finanche all’Ecuador, e la lista potrebbe continuare ancora – conferisce a questo valore diverso. Innanzitutto, ne testimonia una duplice universalità, ovvero quella intesa come apprezzamento da parte di grandi studi di architettura di tutto il mondo che hanno risposto a committenze nazionali aventi obiettivi di comunicazione e di declinazione della propria partecipazione anche molto diversi. Una diffusa presenza a cui, per completezza di informazione, si devono aggiungere i diversi ristoranti attivi all’interno di Expo che hanno scelto ceramica italiana per i propri pavimenti.

Una universalità di latitudine e di linguaggi comunicativi anche molto diversi che, lungi dall’essere un limite, ha invece sublimato quel carattere di versatilità tipico ed intrinseco nelle collezioni ceramiche italiane. Scelte estetiche a cui si sono affiancate anche valutazioni tecniche in termini di durevolezza e resistenza al calpestio, alla luce degli oltre 20 milioni di visitatori attesi in aree che, per ampia parte, sono e saranno per tutto questo tempo esposte alle intemperie ed agli agenti atmosferici. Ma scelte anche funzionali, se si pensa ai tempi particolarmente accelerati per l’allestimento dei diversi spazi, dove la posa rapida della ceramica ha rappresentato un ulteriore fattori di opportunità e di orientamento nelle scelte.

Se negli ultimi 25 anni l’innovazione tecnologica e l’evoluzione estetica hanno trasformato il gres fine porcellanato da materiale tecnico ad uso industriale a superfici idonea a rivestire gli involucri, con Expo 2015 la ceramica italiana si consacra, a pieno titolo ed attraverso qualificate realizzazioni, quale materiale per l’architettura del XXI secolo. Un riconoscimento importante, foriero di ulteriori ed importanti medaglie.

23 maggio 2015

[ Editoriale di Cer Magazine NEWS n. 5/2015, e-magazine di Ceramics of Italy ]

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