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come nasce

Le piastrelle di ceramica sono il risultato di un processo produttivo costituito da diverse fasi che variano in funzione del tipo di prodotto, smaltato o non smaltato, che si vuole ottenere.

Materie prime-impasto
Gli impasti per la produzione di piastrelle sono miscele di diverse materie prime: argillose, che forniscono la plasticità necessaria alla successiva manipolazione delle piastrelle; quarzose, con funzione strutturale necessaria a limitare le variazioni dimensionali in essiccamento e cottura; feldspatiche, in grado di produrre una fase liquida di viscosità adeguata durante la cottura. L’impasto viene preparato secondo operazioni di macinazione, miscelazione-omogeneizzazione e regolazione del contenuto d’acqua.
Al termine di questa prima fase si possono ottenere due differenti tipi d’impasto: in polvere, con un contenuto d’acqua del 4-7%, adatto alla formatura per pressatura; in pasta, con un contenuto d’acqua del 15-20% per la formatura per estrusione.

Formatura-essiccamento
La maggior parte delle piastrelle italiane viene formata per pressatura, fase in cui l’impasto, nella forma di una polvere semisecca, viene compresso tra due superfici. Questa operazione conferisce al prodotto la forma desiderata e anche la giusta compattezza e resistenza. Cotto e clinker vengono prevalentemente formati per estrusione: la pasta delle materie prime viene sagomata nella forma di un nastro continuo opportunamente tagliato in seguito. Successivamente, tramite l’impiego di essiccatoi rapidi ad aria calda, viene eliminata l’acqua di impasto dal prodotto. La delicatezza dell’operazione necessita di un rigoroso controllo, al fine di prevenire fenomeni dannosi.

Smalti e smaltatura
Gli smalti sono miscele di diversi minerali e composti macinati in acqua che vengono applicati sulla superficie delle piastrelle e portati a fusione. Durante il raffreddamento, lo strato fuso si solidifica, formando un vetro che conferisce alle piastrelle particolari caratteristiche estetiche (lucentezza, colore) e tecniche (impermeabilità, durezza).

Cottura-scelta
La cottura delle piastrelle viene realizzata in forni continui su rulli, nei quali vengono raggiunte temperature elevate (da 900°C a oltre 1250°C). Lungo il percorso all’interno del forno le piastrelle vengono dapprima riscaldate fino alla temperatura massima di cottura e, dopo una definita permanenza a tale temperatura, progressivamente raffreddate. Nella cottura il prodotto subisce reazioni e trasformazioni chimico-fisiche necessarie a ottenere una struttura meccanicamente resistente.
L’ultima fase del processo produttivo è la scelta, la quale ha tre obiettivi: l’eliminazione dei pezzi difettosi, la suddivisione in prima e seconda scelta e il raggruppamento in lotti omogenei per tono e calibro.

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