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Ceramica underground

di Alfredo Zappa

Galleria di Base Variante di Valico A1

Non è il più lungo al mondo, il record lo detiene il norvegese Laerdals Tunnelen con ben 24,51 chilometri di tracciato.
Non è naturalmente il più antico, dato che secondo la Bibliotheca historica redatta dal siceliota Diodoro Siculo (90-27 a.C.), la regina assiro-babilonese Semiramide, circa 2800 anni or sono, per collegare due palazzi, promosse la costruzione di una galleria scavata sotto l’Eufrate alta più di 12 piedi e larga 15.
Non è nemmeno la più carica di miti, come la Crypta Neapolitana (presso il cui ingresso orientale sorge il sepolcro che forse fu di Virgilio), scavata per 711 metri alla fine del I° secolo a.C. per raggiungere Napoli da Pozzuoli, evitando il tortuoso percorso lungo le pendici del Vomero della Via Antiniana per colles.
Eppure il tunnel della Galleria di base, situato nel tratto tra Badia Nuova e Aglio, è un opera simbolica non solo per l’intera “Variante di Valico” dell’autostrada A1 Milano Napoli, ma anche grazie al ricorso a un innovativo sistema di rivestimento delle pareti interne, che apre nuove e interessanti territori applicativi per le lastre ceramiche ultrasottili.
La Variante di Valico interessa 66,6 km del tratto appenninico della A1 e con il suo 50% di percorso in galleria rappresenta la soluzione di un nodo storicamente critico dei flussi autostradali nel collegamento tra nord e sud del paese.
Nell’ambito del grande cantiere (4,1 miliardi di euro investiti), uno dei più complessi recentemente portati a termine in Europa, il progetto e la realizzazione della Galleria di base, con i suoi 8,7 km di tracciato intubato in due distinti tunnel (uno per senso di marcia), con sezioni di oltre 180 metri, rappresenta un esempio significativo per le soluzioni adottate, tanto da essere stato definito sulle pagine dell’autorevole Sole24Ore, come: “Un’opera unica a livello mondiale”.

È in questo quadro che assume particolare rilievo la scelta di sviluppare le soluzioni tecnologiche e applicative che hanno consentito di mettere a punto l’innovativo sistema per l’impiego delle lastre ultrasottili in grès porcellanato di Cotto d’Este come rivestimento delle pareti curve della galleria.
Il risultato è la fornitura di ben 175.000 mq di materiale ceramico: la più consistente dell’ormai decennale storia di Kerlite.
Nello specifico, si tratta delle lastre Kerlite 3Plus rinforzate con stuoia di fibra di vetro all’intradosso (spessore totale 3,5 mm), scelte nelle grandi dimensioni di 100×100 cm, per la fascia di rivestimento inferiore e 100×300 cm per quella superiore. La scelta di Kerlite è dovuta alle molteplici proprietà intrinseche del prodotto, tra le quali la notevole flessibilità che, con un raggio di curvatura di 5 metri, è in grado di assecondare perfettamente l’andamento a volta della galleria. Le lastre, di colore bianco antiriflettente, sono state incollate su entrambe le pareti in calcestruzzo dei tunnel, con appositi adesivi Mapei, per un’altezza di 4 metri a partire dal marciapiede di carreggiata, prevedendo fughe da 10 mm riempite con stucco epossidico.
L’esecuzione consente di soddisfare appieno i principali requisiti prestazionali contenuti nei capitolati e nelle best practice di questa specifica categoria di opere, che pongono particolare risalto agli aspetti legati alla protezione al fuoco del rivestimento (Kerlite è in classe 1), al miglioramento della luminosità interna, alla prevenzione e contenimento di fenomeni di stillicidio d’acqua, al miglioramento del comfort acustico, alla facilità di utilizzo delle pareti per l’applicazione di segnaletica d’ausilio alla sicurezza e alla circolazione.
Non ultimo, il costo competitivo del grès porcellanato rispetto ai materiali tradizionalmente impiegati, nettamente più conveniente nel tempo in termini di manutenzione grazie alla sua facilità di pulizia e vita utile di esercizio.
In sintesi: un’applicazione ceramica underground, non solo perché realizzata nel sottosuolo, ma soprattutto perché realmente alternativa.

Galleria di Base Variante di Valico A1

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